Gli affitti dei pascoli in alta Valle a peso d’oro continuano ad essere un fenomeno che coinvolge alcuni Comuni.

 

Questi, in cambio di un rialzo del contratto di locazione, a volte privilegiano aziende della pianura padana nella gestione delle malghe, a scapito degli allevatori locali. Il tutto, per poter incassare i contributi dell’Unione Europea, in alcuni casi senza neanche portare negli alpeggi alcun capo di bestiame.

Per questo, alcune situazioni sono finite nel mirino della magistratura. Una situazione che Coldiretti continua a seguire con attenzione, sostenendo che le malghe debbano restare un patrimonio a disposizione degli allevatori camuni. L’ente ha già costituito dei tavoli tecnici con Fabio Rolfi, assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, ma alcune amministrazioni non starebbero seguendo le indicazioni del Pirellone.

‘Monitoreremo assiduamente le aste pubbliche’, ha detto Luca Costa, responsabile per la Valle di Coldiretti, ‘se coglieremo in fallo dei Comuni a nome dei nostri associati segnalerò i fatti agli enti preposti’. Numerose le segnalazioni già ricevute dagli allevatori camuni.

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