Alla Feltri di Marone, dopo l’incendio, sale la preoccupazione per le 300 persone al lavoro, tra operai e lavoratori dell’indotto, il cui futuro per ora è incerto.

 

Se oggi pomeriggio, nella sede all’Associazione Industriale Bresciana, si incontreranno proprietà e sindacati, proprio questi ultimi chiedono che siano accelerati i tempi per attivare la cassaintegrazione. Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uil-Tec, inoltre, chiedono che si firmi un accordo per l’anticipo della cassa da parte dell’azienda, mentre proseguono gli accertamenti per valutare i danni causati dall’incendio.

I Vigili del Fuoco sono al lavoro per capire quando poter iniziare a rimuovere le macerie nei reparti colpiti, ovvero magazzino, prodotti finiti e giunzioni, ma anche per capire se i reparti di Tessitura e Finissaggio, che non sono stati toccati dalle fiamme, siano agibili o danneggiati dal forte calore emanato dal rogo.

Intanto, Alessio Rinaldi, sindaco di Marone, ha definito l’episodio ‘Una batosta tremenda per il nostro paese’. ‘L’auspicio’, ha detto, ‘è che il ricorso agli ammortizzatori sociali sia il più veloce possibile’. Il primo cittadino vuole che sia veloce anche l’opera di abbattimento del muro accanto alla ferrovia, che deve essere demolito.

 

[Foto da ttps://www.bresciaoggi.it/" />Bresciaoggi</a>]</p>"

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