Con affreschi del Romanino e del Da Cemmo, Santa Maria Annunciata sorge nel cuore del borgo medievale.

 

La chiesa di Santa Maria Annunciata è situata in pieno borgo medievale, tra Via Contrizio e Via di Mezzo, nella zona che nel medioevo era chiamata “in ortis”, fuori dal centro abitato. Il nome di Santa Maria degli Orti, infatti, si è tramandato per secoli, anche in seguito all’espansione  urbanistica che ha inglobato l’edificio.

Costruita nella seconda metà del 1400 su una precedenta struttura fortificata, forse una casa-torre, la chiesa è sempre stata di proprietà della comunità biennese, e gli affreschi contenuti sono inevitabilmente legati alle famiglie committenti.

L’edificio è di stampo quattrocentesco e presenta le caratteristiche delle pievi rustiche, con tetto e facciata a capanna. L’aula, ossia lo spazio interno alla struttura, è suddivisa internamente in tre campate e presbiterio rialzato, coperti da volte a crociera gotiche; si aggiunge una piccola cappella a pianta quadrata, aperta su un lato.

Santa Maria 5 bienno

La facciata principale, orientata a nord-est, è incorniciata da due lesene, pilastri a vista in pietra squadrata. Il ricco portale, in marmo bianco e pietra Simona (un’arenaria locale, violacea, che veniva cavata nei pressi di Gorzone), è sormontato da una lunetta ad arco gotico, che un tempo conteneva un affresco e reca un’iscrizione dedicata alla Madonna. Un rosone, sempre in pietra Simona, conferma lo stile gotico della facciata.

La zoccolatura, ossia il motivo decorativo, realizzato in marmo bianco, prosegue anche sulla facciata laterale di sud-est, che presenta numerose finestre e un portale gotico, che è stato tamponato per aprire un ingresso più grande, alla sua destra. La facciata presenta anche numerosi affreschi risalenti al 1546, piuttosto sbiaditi, rappresentanti S. Antonio, S. Giorgio, S. Elisabetta, S. Maria e un enorme S.Cristoforo.

Internamente, sulla destra della campata centrale, è presente un altare dedicato a San Rocco, la cui statua lignea viene portata in processione per le vie del borgo il 14 agosto.

Gli affreschi furono dipinti in tre momenti diversi da tre rispettivi artisti, nell’arco di 50 anni.

La navata, la parte inferiore dell’arco santo e le volte sono state affrescate da Giovanni Pietro da Cemmo e dalla sua scuola, tra il 1490 e il 1493. Gli affreschi sono molto frammentari, e fanno pensare a degli ex-voto, commissionati di volta in volta dalle famiglie biennesi, devote alla Madonna o a qualche santo particolare. La Vergine viene raffigurata solo dal Da Cemmo ben venti volte; negli altri affreschi, sono raffigurati spesso i santi più venerati in Valle, come Rocco, Francesco, Sebastiano, Antonio Abate e Antonio da Padova. Ben quattro volte compare il beato Simonino da Trento, la cui vicenda è simbolo dell’antisemitismo medievale.  L’unico ciclo presente nella navata è quello di S.Francesco (1493), a  destra della terza campata, nonostante dei diciotto episodi originariamente raffigurati ne manchino sei. Sotto il ciclo di San Francesco è situato il noto Trionfo della Morte (in figura), che rappresenza la morte come un arciere che scaglia le sue frecce, colpendo indistintamente personaggi di rango sociale differente, simbolo dell’uguaglianza di ogni uomo di fronte alla morte.

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Intorno al 1520 un artista dubbio (forse Francesco Prata da Caravaggio o magari Floriano Ferramola) dipinse la parte frontale dell’arco trionfale (in foto) e gli angeli della volta adiacente al presbiterio.

Ma gli affreschi più famosi della chiesa sono senza dubbio rappresentati dal ciclo del Romanino, in collaborazione con l’aiutante, Daniele Mori. L’opera dell’artista rappresenta l’ultima tappa della sua esperienza camuna, che lo aveva visto affrescare chiese a Pisogne e Breno. Il ciclo rappresenta alcune scene della vita della Vergine tratti dai vangeli apocrifi: sulla parete sinistra è rappresentata l’Annunciazione di Maria al tempio, mentre su quella di destra lo Sposalizio della Vergine (in foto). Sulla parete centrale, avrebbe dovuto esserci un dipinto raffigurante l’Incontro tra Anna e Gioacchino, o forse la Cacciata di Gioacchino dal Tempio, ma fu coperto dalla grande pala d’altare lignea, sulla quale campeggia un’Annunciazione seicentesca, ad opera di Giovanni Mauro della Rovere, detto il Fiammenghino, che in quel periodo stava affrescando la chiesa parrochiale. 

Romanino Biienno

 

Orari di apertura:

Dal Lunedì alla Domenica: Dalle 09.00 alle 19.00.

Indicazioni: Piazza Santa Maria, Bienno (Bs)

 

 

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