Rimane ben poco del rifugio Capanna Plai di Borno.

Dopo il devastante rogo dell’altra notte, ieri i proprietari sono saliti a 1400metri di quota, dove si trova il locale, per la conta dei danni e per verificare, alla luce del giorno, insieme ai Vigili del fuoco, la presenza di amianto, che probabilmente serviva da copertura. L’area è stata transennata, e dovrà essere bonificata da una ditta specializzata.

Incassato il dolore, oltre che per i danni ingenti, per la perdita dei due cani, che non hanno trovato vie di fuga e sono morti mentre Capanna Plai bruciava, la famiglia Filippi si dovrà rimboccare le maniche e ricostruire quello che da molti era considerato un luogo simbolo delle montagne bornesi, sia in inverno che in estate.

Tanti i messaggi di vicinanza giunti ai proprietari da molti avventori e affezionati, oltre che da Borno Ski Area che ha scritto su Facebook: "Come società esprimiamo la nostra vicinanza ai proprietari, nella speranza che possano ripartire presto, più forti di prima". Anche l’ex sindaco di Borno Vera Magnolini ha affidato ai social il suo messaggio a Ruben e famiglia: “Consapevole di quanti anni di duro lavoro e grandi sacrifici siano stati profusi per portare il rifugio all’eccellenza, ho la grande speranza che Plai possa risorgere presto più accogliente di prima”.

L’allarme è scattato sabato alle 19.45, circa tre ore dopo la chiusura della seggiovia e un’ora dopo che i proprietari del locale erano scesi a valle: alcuni operai che stavano lavorando come battipista, si sono accorti che dal tetto della capanna stava uscendo del fumo.

Considerata la zona dove si trova il rifugio, irraggiungibile da terra se non attraverso le piste da sci, le operazioni dei Vigili del fuoco di Darfo e Breno, supportati dal personale della società Funivia che ha fatto la spola con i gatti delle nevi, sono state lunghe e laboriose e si sono concluse solo all'alba di domenica.

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