C’è una tigre che fa “Bau” … e lo fa, tanto per cambiare, in modo credibile. Una macchina da musica che macina quanto incontra sulla sua strada trasformandolo in un prodotto impeccabile, in cui troviamo corpo, anima e cervello, ma, come è logico che sia, poche vere sorprese.
Mina “Bula Bula” (CD 2005)
La solita classe, la solita bravura, la solita impeccabile qualità musicale. Ma in più, rispetto al solito, anche canzoni da cantare con lei, straziandole magari, e da ricordare nel tempo.
Il Ministero della Sanità dovrebbe imporre l’inserimento in “L’allieva” di un pieghevole che ne illustri gli effetti: è buono, fa bene, ma va assolutamente somministrato a piccole dosi, meglio lontane dai pasti.
Non tutti gli uomini della Signora (non ci sarebbero oggettivamente stati), ma solo i più recenti. Una raccolta di fatto priva di novità, capace comunque di brillare di suo.
E questa sarebbe la regina della canzone italiana di oggi? Quella di "Napoli secondo estratto" è musica fuori dai tempi e dagli spazi, buona sempre, ad ogni ora, a qualsiasi latitudine. Se respirare l’aria di Brescia le fa quest’effetto, buona e lunga permanenza nella nostra città!
E pensare che lo avevano annunciato come il disco del ritorno al pop, dopo la magica esperienza del sacro e l’omaggio al mito di Modugno. Ascoltandolo si ha l’impressione che ormai Mina non possa più fare del pop, colpita dalla “maledizione” di trasformare in oro tutto ciò che le sue corde vocali toccano.