E’ l’insicurezza il sentimento dominante di questa Festa dei Lavoratori. Il lavoro, mai come oggi, è diventato incognita per numerose persone, travolte da una pandemia che sta riscrivendo le nostre abitudini, e con esse, anche il mondo che ci circonda.

Un tempo sospeso anche e soprattutto per i lavoratori, in attesa che la ripartenza possa iniziare a prendere forma. La preghiera corre in aiuto in questi tempi difficili: la Diocesi di Brescia solitamente organizza per ogni 1° maggio, Festa di San Giuseppe Lavoratore, una celebrazione presieduta dal Vescovo presso un’azienda bresciana, cosa ovviamente non realizzabile quest’anno.

Le parole di Suor Italina Parente

Da qui, l’idea dell’Ufficio per l’Impegno Sociale, che ci ha spiegato il vicedirettore Suor Italina Parente: “Quest’anno celebriamo una Festa del Lavoro particolare, probabilmente nel cuore di tante persone non c’è né il desiderio né la voglia di far festa, c’è più la preoccupazione per come sarà il lavoro domani. Alcuni lo avranno già perso, alcune aziende preoccupate su come ripartire, in che condizioni e sul loro futuro. Il Vescovo non potrà essere presente in un luogo di lavoro, come siamo solito fare, per celebrare dal di dentro quello che è il significato dell’attività dell’uomo”.

La video preghiera realizzata dall’Ufficio per l’Impegno Sociale della Diocesi di Brescia

L’idea della Diocesi, quindi, è stata quella “di proporre una preghiera, trasformata in un video (che potete vedere in alto, ndr), che potesse arrivare a tutte le persone che sono costrette a stare in casa, per tutelare la salute propria e delle persone che amano. E’ una preghiera sulla griglia del Padre Nostro, che dice molto bene la fraternità universale a cui siamo chiamati; solidali nel lavoro e nella preghiera per il lavoro”.

Un modo, aggiunge Suor Parente, per esprimere la propria vicinanza a chiunque sia in difficoltà: “C’è una consapevolezza di fondo che ci muove: ci siamo accorti in questa situazione di stasi che il lavoro non è soltanto un modo per guadagnare, ma ha un significato profondo per la vita delle persone. Chiediamo al Signore attraverso la preghiera di avere uno sguardo nuovo, capace di rimettere al centro il valore del lavoro per la persona e non soltanto il lavoro come strumento per procurare reddito. Soltanto così, forse, neanche la crisi ci ruberà la speranza, con uno sguardo nuovo”.

A Suor Parente abbiamo anche chiesto se la Diocesi ha in mente iniziative future di sostegno: “Dobbiamo interrogarci su come essere vicini come Chiesa alle persone che hanno perso il lavoro e che si troveranno situazione faticosa”, ci ha detto, “ci stiamo pensando, ci stiamo organizzando, comunicheremo a breve le iniziative. Accanto a questo, c’è il tentativo di coinvolgere più persone possibili a ripensare il futuro, visto che sarà segnato ancora da un distanziamento e da una prudenza da avere”.

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