Quando nel 2016 Bienno e Prestine si “fusero” in un unico Comune, subito si parlò dei vantaggi dovuti alle consistenti entrate garantite dallo Stato in seguito all’operazione di accorpamento: 617 mila euro all’anno per dieci anni, l’equivalente del 60% dei trasferimenti del 2010 agli allora Comuni indipendenti.

Ma lo scorso 27 giugno, con il “decreto Crescita”, il Governo ha determinato la riduzione dell’assegno annuale ai Comuni oggetto di fusione a 396 mila euro, il 40% in meno, con una perdita secca di 220 mila euro.

Un taglio che non è stato comunicato a inizio anno ma a metà esercizio, quando erano già stati presi tutti i contratti e gli impegni con i vari soggetti che collaborano con il Comune di Bienno, guidato da Massimo Maugeri.

Il sindaco ha scritto al prefetto e ai parlamentari bresciani, protestando per il taglio retroattivo sui fondi al suo Comune, l’unico di tutta la provincia di Brescia a intraprendere, dopo un referendum, questa strada.

Al prossimo consiglio comunale l’amministrazione presenterà un ordine del giorno sull'”autonomia di Bienno”, ovvero chiederà che metà dei 20milioni di residuo fiscale del Comune gli vengano lasciati. nel frattempo all’esterno degli edifici pubblici biennesi le bandiere sono a mezz’asta per protesta.

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