1994-2019: L’Arnica di Berzo Demo, una delle associazioni di Protezione Civile e soccorso sanitario più conosciute della Vallecamonica, compie 25 anni. Un quarto di secolo che ha visto l’organizzazione del gruppo cambiare notevolmente, passando dalla destinazione semplicemente comunale a quella più vasta che copre la Valle e che si mette a disposizione anche per missioni nel resto d’Italia ed anche all’estero (come avvenuto per il terremoto de L’Aquila o la Missione Arcobaleno in Kosovo).

“L’Arnica in verità nasce come gruppo comunale antincendio nel 1988”, ci ha raccontato Manolo Bosio, presidente dell’associazione, “è stato uno dei primi gruppi comunali della Vallecamonica, forse uno dei primi che prendeva coscienza di una necessità in tutta Italia. Pochi erano gruppi e le realtà associative mirate ad un certo tipo di soccorso”.

L’intervista integrale a Manolo Bosio

Uno dei primi passi fondamentali per far diventare L’Arnica la realtà che oggi tutta la Vallecamonica conosce è stato il passaggio da gruppo comunale ad associazione: “Voleva dire diventare autonomi in alcune scelte, specialmente sul tipo di soccorso”, spiega Bosio, “noi eravamo portati ad aprirci al soccorso sanitario ed a formare volontari per le ambulanze private che poi sono apparse in Valle. Bisognava dare un aiuto agli Ospedali Civili di Brescia sul soccorso sanitario”.

Il resto è Storia: L’Arnica, con i suoi 103 volontari attuali, si è imposta su tutto il territorio per i servizi offerti e la disponibilità ad aiutare in situazioni di emergenza. “L’Arnica rimane fedele come Protezione Civile ed antincendio boschivo, ma poi si è sviluppata nel soccorso sanitario”, prosegue il presidente. “Il 118 ha avuto l’evoluzione maggiore: si è passati da un corso basilare ad uno di 120 ore con un esame finale di quattro step”.

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Pubblicato da L' Arnica su Mercoledì 16 ottobre 2019

In caso di bisogno come si contatta L’Arnica? “E’ sempre meglio chiamare il 112; se c’è un problema a livello locale si può chiamare noi, oppure gli uffici comunali che sanno come muoversi con le associazioni. Poi noi effettuiamo anche dei viaggi programmati, per trasportare persone malate a fare visite specialistiche: in quel caso si può chiamare direttamente la sede (il numero è lo 0364 63 08 96, la mail info@arnicaberzodemo.it”.

Giunti a 25 anni, è lecito chiedere se e quanto le istituzioni sono vicine alle associazioni di volontariato: “Se lo Stato centrale ha preso coscienza delle sue virtù e delle necessità, l’ente locale -un po’ perché preso da altri problemi, un po’ per i bilanci comunali messi male- fa fatica a venirci incontro”, ammette Bosio, “farebbe comodo una mano in più, ma ce la facciamo. Sarebbe bello che ci fosse una presa di coscienza da parte dei sindaci, sul ruolo che hanno nella Protezione Civile”.

Un intervento de L’Arnica

L’Arnica è sempre in cerca di nuovi volontari: per avvicinarsi a questa realtà basta visitare il sito ufficiale (“curato dai ragazzi del Cardo di Edolo”), ma Bosio ricorda anche che “per fare il volontario della Protezione Civile o del 112 e 118 non servono particolari qualità: non bisogna essere dei supereroi o avere un fisico perfetto, ma avere voglia di mettersi in gioco e dedicare molto tempo al prossimo. Sono due forme di volontariato che hanno la necessità di essere continue: non servono 20 ore al giorno, ma qualche ora al mese”.

L’Arnica festeggia domenica 10 novembre (la data è proprio quella della firma dell’atto costitutivo dell’associazione) con una giornata che prevede alle ore 09:00 il ritrovo nella sede di via del Volontariato, quindi la Messa nella chiesa parrocchiale, la benedizione dell’opera di Edoardo Nonelli che sarà donata all’associazione ed il pranzo al ristorante Vivione. Resta aperta nei fine settimana fino al 24 novembre nella sede, inoltre, la mostra fotografica “In un istante”.

Per 25 anni che sono passati, L’Arnica è già proiettata suo prossimi 25: “Me li immagino con una radicalizzazione dell’Arnica sul territorio”, ha concluso Bosio, “ma da un punto di vista della formazione del cittadino e della conoscenza del rischio da parte della popolazione. Credo che il mondo della Protezione Civile, per come si è sviluppato fino ad oggi e per come si è radicato in tutta Italia, non vedrà più campagne come quella de L’Aquila, in cui un’associazione di un paese come Berzo Demo, di 1.400 abitanti, vede i propri volontari andare in un’altra città e restarvi 169 giorni. Credo ci saranno più azioni locali, ne sono convinto perché tutta l’Italia ha preso coscienza della Protezione Civile: il lavoro andrà fatto sul territorio, sulle scuole e sui giovani, per avere meno soccorsi e più soccorritori”.

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