Prosegue la conta dei danni in alta Vallecamonica dopo le forti piogge di fine ottobre.

 

Danni che sono segnalati alla Comunità Montana, che si sta occupando di gestire tutte le operazioni di sistemazione dei luoghi colpiti. Il danno totale ammonta a 30 milioni di euro: 8 per i boschi, altrettanti per la viabilità ed il resto per danni idrogeologici.

280mila le piante danneggiate, i cui tronchi e rami, ora, vanno smaltiti: per questa operazione, che include anche il taglio degli alberi sradicati, servirebbero 7-8 milioni di euro. La Comunità Montana farà affidamento sui Consorzi Forestali camuni per smaltire la legna, di cui il 30% andrà alle segherie, mentre il resto alle centrali a biomasse.

Sul fronte paesaggistico, i terreni colpiti all’interno del Parco dell’Adamello segnano un danno rilevante: è stato stimato che ci vorrà almeno un secolo per ripristinare quei luoghi a come erano, ma non sarà fatta nessuna piantagione. Sarà monitorata, inoltre, la situazione di alcuni versanti ripidi, dove potrebbero verificarsi fenomeni di erosione da cui alcuni alberi potrebbero finire nel corsi d’acqua.

Per quanto riguarda il lago d’Iseo, infine, prosegue l’opera dei battelli spazzini per ripulire le acque del Sebino dalle 5 mila tonnellate di detriti. Successivamente, si penserà allo smaltimento, utilizzando anche i fondi che non erano stati spesi per la pulizia delle alghe.

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