I droni questa volta non sono serviti a controllare i trasgressori delle misure anti-coronavirus, ma a scovare una serra di marijuana.

Nei guai è finito un 42enne di Iseo, che da un mese era nel mirino dei carabinieri di Villa d’Almé, in seguito a una segnalazione che insinuava che nel capannone della ditta dell’uomo, a Chiari, si coltivasse “erba”.

Il velivolo delle forze dell’ordine ha effettivamente ripreso un potente impianto fotovoltaico sul tetto, ma anche un camino di aspirazione sovradimensionato, che i carabinieri hanno ricondotto alla presenza di una serra indoor: i primi alimentano le lampade, il secondo assicura il ricircolo d’aria.

I militari si sono quindi presentati a Iseo, dal titolare dell’azienda, e si sono fatti accompagnare nel capannone di Chiari. Qui, in un’intercapedine realizzata sulla parete di fondo dello stabile, hanno rinvenuto una cinquantina di piante in fase di fioritura; a queste si devono aggiungere altre 50 pronte alla raccolta e altre 400 a diverse fasi vegetative, oltre alle 8 madri dalle quali venivano ricavate le talee, trovate al pianto rialzato.

In tutto i militari hanno sequestrato 42 chili di marijuana. Su disposizione del pm Bassolino il 42enne del Sebino è finito agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.

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