A Esine il dibattito si è acceso, in Consiglio comunale in seguito al caso del tappeto di erba sintetica del campo sportivo comunale dei Laghetti.

Tutto è iniziato con un’interrogazione del gruppo consiliare di minoranza “Chiave di Svolta” risalente allo scorso 8 aprile. In successione ci sono state la risposta dell’amministrazione comunale l’8 maggio e una seduta di Consiglio il 2 agosto: tutto per discutere sull’assegnazione poco chiara di oltre seimila metri quadrati di materiale sintetico derivante dallo smantellamento del fondo del campo comunale, rimosso e avvolto in rotoli dall’impresa incaricata della sostituzione.

La capogruppo di minoranza Raffaella Richini, sulla base della spiegazione del responsabile dell’Ufficio tecnico, secondo il quale erano stati smaltiti circa 2.200/2.300 metri quadri di materiale -700/800 usati per il ripristino della superficie esterna all’area di gioco e altri 1.500 distribuiti a enti no profit – ha voluto andare a fondo e conoscere la destinazione della parte di sintetico rimanente, circa 4mila metri.

Il segretario comunale Paolo Scelli, precisando all’opposizione che l’appaltatore è il produttore dei rifiuti derivanti dall’esecuzione dell’opera, ed è il diretto responsabile della loro corretta gestione, ha scritto a Richini che il tappetino asportato è stato ritirato dall’associazione sportiva dilettantistica Eden Esine, che ha provveduto a sistemare il materiale presso il campo sportivo in rotoli che poi sono stati consegnati a cittadini e associazioni locali. I nominativi di coloro che hanno ritirato i rotoli del vecchio sintetico del campo sportivo sono depositati agli atti dell’ufficio Segreteria.

La minoranza non ha avuto nulla da obiettare sull’assegnazione dei rotoli agli oratori e alla scuola materna, ma ha voluto dire la sua sull’assegnazione ai privati, chiedendo cosa hanno dato in cambio alla comunità, trattandosi di un bene pubblico. Secondo la Chiave di Svolta si doveva consentire a tutti i cittadini interessati di essere assegnatari di una parte del tappeto attraverso la pubblicazione di un avviso pubblico per la cessione a titolo gratuito, oppure sulla base di un’offerta economica. A mandare su tutte le furie la minoranza c’è anche il fatto che una parte consistente di rotoli se la sia aggiudicata un cittadino che ricopre un ruolo pubblico.

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