Il radicchio di monte (il cui nome scientifico è “Cicerbita Alpina”) è una di quelle erbe che, se un tempo era uso comune consumare (soprattutto in tempi di carestia, motivo per cui è considerata una delle “erbe di sopravvivenza”) oggi è diventata di nicchia, se non addirittura a rischio estinzione.

Consapevole di questo, l’Amministrazione comunale di Gianico ha messo in atto un progetto che, perché no, potrebbe essere copiato da altri Comuni, per permettere al radicchio di monte di non scomparire del tutto: in località Cimosco (a 1.800 metri di quota) è stato messo a disposizione un appezzamento di 300 metri quadri, non utilizzati come pascolo, per la coltivazione dell’erba.

Il Comune, che ha emesso un bando per le manifestazioni d’interesse che devono giungere in Municipio entro le ore 12:00 del 25 giugno, darà anche la possibilità di recintare l’area, sempre con materiali compatibili con l’ambiente.

L’obiettivo è quello, oltre che di salvare il radicchio di monte, anche di creare un eventuale mercato di nicchia per diffonderlo sulle tavole camune: l’erba in questione si può consumare sia cruda che cotta, ma anche conservata sott’olio. Per Mirco Pendoli, sindaco di Gianico, “è l’occasione per riportare una delle specie in progressiva scomparsa a essere di nuovo protagonista del nostro territorio”.

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