Recuperare l’aspetto originale del palazzo.

Con questo obiettivo si sono svolti a Lovere il lavori di riqualificazione delle facciate dell’Accademia Tadini.

A quasi due secoli di distanza dalla costruzione, avvenuta tra il 1820 e il 1826, la Fondazione Accademia di Belle Arti Tadini Lovere Onlus ha voluto far tornare all’antico splendore il grande palazzo affacciato sul lago.

I lavori sono economicamente possibili grazie al contributo del Comune di Lovere, che erogherà alla Tadini 15 mila euro per vent’anni. Con questa garanzia l’istituto ha potuto accedere a un mutuo di 300 mila euro. Denaro necessario non solo per le facciate esterne, ma anche per il portico, il marciapiede, lo scalone monumentale di accesso e la sala concerti, lavori che termineranno il prossimo autunno.

Restaurata anche la sala XV, nota come la sala neogotica della galleria loverese, all’interno della quale spicca la Madonna di Jacopo Bellini, tela sottoposta a sua volta a un delicato restauro.

Il riallestimento della sala e l’opera del Bellini sono state presentate al pubblico sabato. Il salone presenta una decorazione di gusto neo-gotico e le opere che custodisce, quattro capolavori della pittura veneziana sono valorizzate da un nuovo impianto di illuminazione.

Il recupero del dipinto quattrocentesco non è stato semplice perché nel tempo altri restauratori ci avevano messo mano. Grande soddisfazione da parte dell’Accademia e del direttore Marco Albertario. 

Nel corso dell’inaugurazione è stato presentato anche il libro che illustra le fasi del restauro a cui è stata sottoposta la madonna Tadini. Il restauro della sala, costato circa 60 mila euro, è stato sostenuto da Regione Lombardia, Fondazione Comunità Bergamasca, Circolo Amici del Tadini, Rotary Club Lovere Iseo Breno, Lions Club Lovere, dalle aziende Lucchini RS e GF Elti e da diversi privati

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