Giunge a conclusione con una condanna a quattro anni il processo con rito abbreviato con al centro una donna di 69 anni che ad Artogne aveva accoltellato l’uomo con cui conviveva. L’episodio era avvenuto nell’aprile 2019: secondo la ricostruzione degli inquirenti la donna, alla fine di una lite con l’uomo, figlio del suo ex compagno, lo aveva colpito con tre fendenti, uno al torace e tre alla schiena, arrivando a perforagli un polmone.

Pensando di non averlo ferito gravemente, la donna aveva ritenuto di farla franca: il peggioramento delle condizioni dell’uomo (che da tempo ha perso la vista a causa di una malattia), però, l’ha costretta a chiamare i soccorsi. Sul posto erano giunti anche i carabinieri che, insospettiti dai vestiti sporchi di sangue trovati nell’abitazione, non avevano creduto alla versione dei fatti fornita dalla donna, che sosteneva che l’uomo si fosse fatto male cadendo dalle scale.

Arrestata, davanti al Gip si era avvalsa della facoltà di non rispondere: un anno dopo, al termine del processo di primo grado, è arrivata la condanna, a termine anche della perizia che aveva stabilito la capacità di intendere e di volere della donna, che ha già risarcito la vittima.

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