Si è conclusa con un accordo tra le parti la vicenda che ha visto nei giorni scorsi (e per la prima volta) il personale dell’ospedale di Esine dichiarare lo stato di agitazione. Il motivo era il mancato rispetto da parte dell’Asst dell’accordo sottoscritto nel febbraio scorso con cui i dipendente avrebbero dovuto ricevere le progressioni economiche orizzontali (peo) nel mese di novembre, per un totale di 640mila euro.

Fondi che però non sono arrivati, dal momento che i revisori dei conti hanno constatato la difficoltà nel concedere la peo a più del 50% del personale in un anno, basandosi su un parere non vincolante del Ministero. Dopo la dichiarazione dello stato di agitazione, le due parti hanno incontrato il Prefetto mercoledì scorso, per una conciliazione.

Da lì il dialogo è ripartito, fino ad arrivare all’intesa siglata lunedì scorso: l’accordo prevede lattribuzione su base biennale (a dicembre 2020 ed a gennaio 2021) delle peo ai dipendenti già utilmente collocati nella graduatoria ritualmente stilata. L’accordo, inoltre, assicura con la mensilità di dicembre una quota di retribuzione premiale (ex produttività), secondo le modalità già previste dal contratto integrativo formalizzato.

La soluzione, comunica l’Asst, “consente, dopo un decennio, un rilevante e duraturo riconoscimento della professionialità degli operatori della sanità camuna, tanto più significativo in un momento, come quello dell’emergenza epidemiologica, di grande impegno e dedizione”. Da parte dei sindacati, però, non sarebbero mancati dei malumori per un’intensa che non li avrebbe del tutto soddisfatti.

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