Quattro grandi settori su cui puntare per la Vallecamonica del futuro. E’ quanto è emerso dall’Assemblea della Comunità Montana che si è tenuta lunedì scorso. L’ente comprensoriale ha sul tavolo un progetto che mira a sviluppare alcune aree di forte interesse per tutto il territorio, ovvero l’agricoltura, le aree dismesse, l’ambiente e la cultura.

Se per quanto riguarda l’agricoltura si coinvolgerà la Cissva e per l’ambiente a farla da padrone sarà il progetto che porterà in Valle i treni ad idrogeno, a spiccare lunedì sera è stato il piano per quanto riguarda le aree dismesse, che negli ultimi dieci anni sono aumentate di quasi mezzo milione di metri quadri.

L’idea è quella di creare una Fondazione, la “Prossima generazione Vallecamonica Ets”, da istituire con Confindustria Brescia e con una forte apertura al mondo produttivo e del terzo settore. L’obiettivo è quello di mettere queste aree a reddito e rigenerare il territorio. 

E’ stato poi affrontato, a proposito di siti industriali, il caso dell’Olcese di Cogno, in cerca di liquidità: l’idea è di far cedere all’azienda una porzione di area a favore degli enti pubblici, che possano usarlo per sistemare l’asse viario di Valgrigna, per creare un parco verde ed una struttura che vada a favore degli specializzandi del vicino ospedale di Esine.

Si punterà, infine, anche sulla cultura, con l’obiettivo di rilanciare la media valle, dalle incisioni rupestri di Capo di Ponte alle Terme di Boario. 30 milioni di euro la somma da spendere, per cui è già stato avviato un dialogo con Regione ed altre istituzioni.

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