Ecco i Comuni dove, dopo il voto di domenica, si cambia sindaco.

Accade perché quello uscente non è stato rieletto, non poteva più candidarsi, si è ritirato oppure figurava in lista per la carica di consigliere comunale

Braone cambia rotta: il sindaco uscente Gabriele Prandini aveva fatto un passo indietro, pur rimanendo in lista, per candidare l’assessore uscente Flavia Rebuffoni. Ma la lista di Sergio Mattioli, composta da giovani dai 35 anni in giù ha avuto la meglio totalizzando 44 voti in più. Da segnalare la presenza anche di una terza lista, del Grande Nord, con candidato sindaco Biagio Angrisano, che ha ricevuto solo 2 voti.

A Breno Sandro Farisoglio, dopo 10 anni, non si poteva più ricandidare. È il vicesindaco uscente Alessandro Panteghini, che ha ottenuto con la lista civica Uniti si può 2.276 voti (il 75,89%) a fare il salto di carica. Ha vinto contro un esponente della minoranza degli ultimi dieci anni, e da tempo in politica a Breno, come Giampiero Pezzucchi, che con la lista Progetto Breno ha realizzato solo 723 voti (il 24,11%).

Capo di Ponte segue la continuità: Francesco Manella ha scelto di ritirarsi dopo due mandati, e ha lasciato il posto all’assessore uscente Andrea Ghetti, che è sindaco con il 41,59%, 648 voti. Erano due le liste avversarie: quella di Viviana Apolone (39,47%, 615 voti) e quella del caporguppo di minoranza Massimo Padovan (18,93%, 295 voti).

Cimbergo sta vivendo una situazione particolare, con il sindaco uscente Giambettino Polonioli agli arresti domiciliari con l’accusa di appalti pilotati. Giovan Battista Polonioli, sfidato da una lista del Grande Nord con a capo Boselli, vince con 225 voti (il 71,24%). Un segnale di fiducia, nonostante le vicende giudiziarie, all’amministrazione uscente. Il Grande Nord si ferma a 28,76% con 111 voti.

Cedegolo sceglie di cambiare e tornare a farsi guidare da Andrea Pedrali, che era già stato sindaco del paese (53,58%, 387 voti). La sindaca uscente Aurelia Milesi viene sconfitta con il 46,42%, 344 voti.

Corteno elegge l’uscente capogruppo di minoranza Ilario Sabbadini, già candidatosi anche nel 2014, con 753 voti (il 56,28%). Luca Fioletti si ferma a 585 voti, ovvero il 43,72%.

Gianico cambia ma nel segno della continuità: Mirco Pendoli (vicesindaco della passata amministrazione) è il nuovo sindaco. La spunta per una manciata di voti: è stato un vero testa a testa tra lui ed Ezio Comella
finisce 50,18% contro 49,82%, ovvero 5 voti di differenza.

A Iseo si è assistito a un duello all’ultimo voto, dove un sindaco del passato come Marco Ghitti ha battuto la lista sostenuta dall’ammnistrazione uscente e rappresentata da Pieranna Faita per pochissimi voti: 2.688 voti contro 2.645.

Lovere cambia sindaco ma mantiene la continuità, eleggendo Alex Pennacchio (56,25%, 1.652 voti). Non ce la fa Graziano Martinelli (43,75%, 1.285 voti)

Monno aveva solo una lista a disposizione ma cambia sindaco: è Romano Caldinelli il nuovo primo cittadino, con 319 voti.

Anche a Piancogno l’ex sindaco Tomasi aveva fatto un passo indietro. La fascia tricolore la indosserà sempre un esponente leghista: Francesco Sangalli (60,37%, 1.423 voti). Tre le liste che si sfidavano. Quella di Marco Reghenzani ha registrato il 25,80% (608 voti) e quella di Massimiliano Agretti il 13,83% (326 voti).

Svolta nella storia amministrativa di Pisogne: Federico Laini batte con il 54,26% (2.776 voti) il sindaco uscente Diego Invernici (45,74%, 2.298 voti).

Rogno cambia il sindaco ma elegge un esponente della passata amministrazione, dopo lo stop forzato di Colossi dopo 2 mandati consecutivi. Cristian Molinari ha ottenuto il 52,01%, avendo la meglio sull’altro candidato, Oreste Bettoni, che si ferma al 47,99%.

A Saviore Serena Morgani, con il 56,47% (371 voti) è il nuovo sindaco, unica donna di tutta la Valsaviore e l’alta Vallecamonica. A sfidarla c’era un politico di lungo corso come Alberto Tosa, già sindaco per 10 anni, che ha ottenuto il 43,53% (286 voti)

A Vezza d’Oglio Diego Occhi supera di gran lunga il sindaco uscente Giovan Maria Rizzi: finisce 61,38% contro 38,62%.

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