Anche i monasteri delle clarisse di Lovere e di Bienno hanno preso parte all’iniziativa, voluta a livello nazionale, di inviare al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio una lettera sul delicato e controverso tema dei migranti.

Un appello, firmato da 62 comunità di clarisse di tutta Italia, per far sentite la propria voce e manifestare la propria preoccupazione di fronte al dramma di profughi o rifugiati e “per il diffondersi in Italia di sentimenti di intolleranza, rifiuto e violenta discriminazione” come scrivono le sorelle.

Nella lettera indirizzata a Mattarella e a Conte si legge: “Tramite  voi chiediamo che le istituzioni governative si facciano garanti della loro dignità, contribuiscano a percorsi di integrazione e li tutelino dall’insorgere del razzismo”.

La lettera precisa che ci si vuole “dissociare da ogni forma di utilizzo della fede cristiana che non si traduca in carità e servizio”. Le suore mittenti della lettera affermano che “molti monasteri italiani, appartenenti ai vari ordini, si stanno interrogando su come contribuire concretamente all’accoglienza dei rifugiati, affiancando le istituzioni diocesane. Alcuni già stanno offrendo spazi e aiuti”.

Le adesioni all’appello sono cresciute nel giro di pochi giorni e ad oggi sono quasi trecento le comunità religiose, le congregazioni e gli istituti religiosi e secolari che hanno valuto sottoscriverlo. Per rimanere nell’ambito della diocesi bresciana, si sono aggiunte all’elenco le clarisse cappuccine di Brescia, la comunità delle madri canossiane di Iseo, le monache del Buon Pastore di Brescia, la Piccola famiglia francescana di Brescia e le comunità della Visitazione di Costalunga e Salò, e probabilmente nei prossimi giorni se ne aggiungeranno altre.  Chi intendesse aderire può scrivere a: segreteria.sottoscrizione@gmail.com.

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