Ci sarebbero già state le prime confessioni nella vicenda che vede a Cimbergo quindici persone, tra cui sindaco, il geometra comunale, alcuni consiglieri ed imprenditori accusati di turbativa d’asta in concorso.

 

Nel mirino sono finiti tre appalti: quello da 150mila euro per un intervento sul torrente Varicola Figna, uno da 800mila per la sistemazione del suo dissesto ed uno da 200mila per la riqualificazione energetica del Municipio. A far scattare le indagini, sostiene il Giornale di Brescia, potrebbe esserci il fatto che tra le imprese che hanno partecipato alle gare di appalto ce ne sarebbe una coinvolta anche negli appalti di Malonno, le cui indagini hanno portato al commissariamento del Comune.

Immediata la difesa di Gianbettino Polonioli, sindaco di Cimbergo, che nega qualsiasi coinvolgimento: nella lente degli investigatori ci sarebbe una sua dichiarazione d’inizio mandato, in realtà molto comune a tutti i sindaci, in cui prometteva che avrebbe fatto lavorare ‘le imprese della nostra gente’ e, soprattutto, lo spacchettamento dei lavori in Municipio in sette piccoli incarichi.

Il sindaco, però, sostiene che questo sia avvenuto dopo l’autorizzazione del Responsabile unico del procedimento. Se il sindaco si è recato volontariamente dal magistrato, altri indagati, come detto, avrebbero già confessato, mentre altri si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere.

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