Una settimana dopo, del denaro non c’è traccia. Martedì scorso la guardia giurata (ora in carcere con l’accusa di furto aggravato) era al lavoro, diretta verso la Vallecamonica, quando dal portavalori che guidava sono spariti 377mila euro. L’uomo, 41anni, egiziano di nascita ma cittadino italiano e residente a Bagnolo Mella, secondo gli inquirenti avrebbe simulato di essere stato vittima di un assalto armato al furgone blindato: sin dal primo momento è ritenuto il responsabile della sparizione del denaro che era contenuto in cinque valigette, anche queste mai recuperate.

Il dipendente della Fidelitas era partito all’alba da Brescia con i soldi e avrebbe dovuto effettuare la prima consegna a Paspardo, ma chi indaga avrebbe rilevato un vuoto di 40 minuti in cui il gps del mezzo è rimasto disattivato. Inoltre il portavalori, stando alle immagini della videosorveglianza, non si sarebbe diretto verso il lago e la Valle. Il percorso corretto viene registrato soltanto quando si riattiva il segnale del navigatore. Inutile dire che quel tempo sarebbe servito, a lui o a eventuali complici, per rubare le valigette con i contanti.

Inoltre le buste porta soldi con le stesse matrici di quelle che erano nelle valigette si trovavano nei cassonetti della Bassa bresciana, sui quali sono puntate alcune telecamere di videosorveglianza della zona. L’uomo è quindi stato ripreso mentre le gettava. In seguito, attorno alle 7:00 della stessa mattina del 12 luglio, il 41enne ha lanciato l’allarme alle forze dell’ordine. Si trovava tra Ceto e Braone, dove, ha detto, un’auto con a bordo due uomini armati, gli avrebbe tagliato la strada bloccando il portavalori e intimandogli di consegnare i soldi. Ma nessuno ha udito rumori di frenate o spari. L’egiziano continua a negare la sua responsabilità e a ribadire la sua versione originale.

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