E’ un appello alla responsabilità ed al buon senso, soprattutto alla luce di quanto la Lombardia ha vissuto in primavera, quello che i sindaci dei Comuni che si affacciano sul lago d’Iseo, dopo gli assembramenti che domenica scorsa -a poche ore dall’annuncio del nuovo Dpcm- si sono creati sulle vie del lungolago.

Il Governo non ha vietato gli spostamenti tra Comuni, ma ha “fortemente” raccomandato di non spostarsi eccessivamente, per limitari i rischi di contagio. Ma con negozi chiusi nei centri commerciali, cinema e teatri sospesi così come gli impianti sciistici, c’è da aspettarsi che in tanti scelgano la passeggiata che affianca il lago come svago del fine settimana, creando assembramenti che non ci si può permettere.

E’ successo, ad esempio, domenica scorsa a Sarnico, ma potrebbe succedere anche a Lovere o Iseo. I sindaci, dal canto loro, non hanno nessun potere di chiudere le vie del lungolago o di mettervi delle transenne. “Non possiamo chiudere il lungolago come fosse un parco”, ha spiegato all’Eco di Bergamo Giorgio Bertazzoli, sindaco di Sarnico, “la passeggiata in riva all’acqua non si può chiudere.

La soluzione sta nelle persone, nel loro senso di responsabilità”. Il sindaco garantisce che farà il possibile per potenziare i controlli nel weekend, ma sa di non poter vietare alle persone di muoversi. Situazione più contenuta a Lovere, dove comunque si è registrato un importante afflusso di persone: “Non abbiamo avuto ancora problemi”, ha detto Alex Pennacchio, sindaco del paese, “l’unica cosa che possiamo fare, oltre a disporre controlli serrati, è monitorare quotidianamente il territorio”.

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