C’è tempo fino alle ore 13:00 del 9 novembre per presentazione la propria manifestazione d’interesse per la selezione di  eventuali strutture e servizi per l’accoglienza di persone positive al Covid-19 dimesse da strutture ospedaliere o con bisogni di protezione sociale.

L’Ats della Montagna ha indetto un avviso a questo proposito, riprendendo in mano una misura già sperimentata nei mesi scorsi e che permette di trovare la giusta collocazione a quelle persone che, uscite dall’ospedale e che necessitano ancora di isolamento, rientrano in casa metterebbero a rischio contagio le altre persone con cui vivono.

Le domande vanno presentate tramite posta elettronica certificata a protocollo@pec.ats-montagna.it: saranno esaminate da un’apposita commissione. Successivamente, potranno pervenire altre manifestazioni d’interesse, periodicamente in relazione all’andamento epidemiologico ed alla necessità delle strutture, oltre che alla loro dislocazione sul territorio: l’avviso sarà attivo fino alla fine dello stato di emergenza.

“Diventa strategico”, ha detto Lorella Cecconami, direttore generale dell’Ats della Montagna, poter isolare le persone positive che non presentino sintomi gravi, nei casi in cui non sia possibile garantire l’isolamento nella propria abitazione”. Proprio dal lavoro in questa direzione svolto nei mesi scorsi è giunta la notizia che l’ex convitto Bim di Edolo è pronto a ospitare pazienti che devono restare in isolamento, grazie ad una convenzione firmata dall’Ats della Montagna con la cooperativa Rosa Camuna, dopo l’ok della Regione: i posti già pronti sono una trentina, a cui potrebbero aggiungersene un’altra ventina per pazienti che necessitano di assistenza con l’ossigeno (ma, in questo caso, prima serve posare l’impianto per l’erogazione del gas).

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