Anche in Vallecamonica la pressione sulle strutture ospedaliere causata dall’impennata di contagi delle ultime settimane si fa sentire, sebbene la situazione non sia così grave come quella di inizio 2020. All’ospedale di Esine, su 32 letti riservati ai pazienti affetti da Covid-19, 31 sono occupati.

Ma a mettere più in difficoltà il sistema in Valle, così come nel resto della Provincia e non solo, è la richiesta di tamponi, notevolmente aumentata. Né il punto tampone presente ad Esine né quelli allestiti da alcune farmacie del territorio riescono a tenere il passo di fronte alle numerosissime richieste che stanno giungendo, soprattutto da genitori che vogliono la conferma che il proprio figlio sia negativo in vista della ripresa delle scuole.

Raffaello Stradoni, direttore generale dell’Ats della Montagna, ha però ricordato che ad oggi non è richiesto nessun test preventivo per tornare a scuola. Proprio per alleggerire il più possibile la pressione dei punti tampone e del call center adibito per raccogliere le prenotazioni (e che non riesce a gestire più del 10% delle telefonate ricevute, quelle relative ai casi più gravi), da Stradoni è giunto un richiamo alla responsabilità dei camuni, a cui si chiede di gestire il più autonomamente possibile la propria situazione, nel caso ovviamente di sintomi lievi e di contatti con positivi.

Per tutti è stata anche realizzata una breve guida (la si può trovare cliccando qui), rivolta alle varie situazioni: sintomatici, casi positivi e contatti di caso. Nelle prime due situazioni, è necessario contattare il proprio medico, mentre se si è contatti di caso si deve procedere con l’autosorveglianza (se si è ricevuta la terza dose o completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni) o la quarantena (se si è completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni o da meno di 14 o se non si è vaccinati).

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