Poche ore dopo le sue dimissioni da primo cittadino, il Gip del Tribunale di Brescia ha revocato gli arresti domiciliari a Gian Battista Bernardi, sindaco di Berzo Demo. Bernardi, a cui è stato imposto l’obbligo di presentazione ai carabinieri, era stato raggiunto dalla misura cautelare mercoledì scorso, a seguito di un’inchiesta su presunti appalti pilotati.

Durante l’interrogatorio davanti al gip l’ormai ex sindaco, tramite il suo avvocato, ha ribadito la sua estraneità agli addebiti. Secondo un’inchiesta nata dopo un esposto presentato dalla minoranza comunale, durante i bienni 2018-2019 e 2020-2022 il Comune di Berzo Demo si sarebbe rifornito di materiale edile tramite l’azienda Bonomelli di Saviore dell’Adamello che si era aggiudicata l’appalto ma che, a sua volta, avrebbe ottenuto il materiale dall’azienda di famiglia di Bernardi, di cui risulta socio al 45%.

L’inchiesta riguarda anche presunte irregolarità nell’affidamento dei servizi di pulizia degli immobili comunali e dei servizi di videosorveglianza. I legali di Fedele Bernardi, responsabile dell’Ufficio tecnico anche lui ai domiciliari, non hanno invece richiesto nessuna revoca, ma al gip è stata consegnata una sua memoria scritta. Altre tre persone -un imprenditore, il segretario comunale ed un tecnico della Centrale Unica di Committenza Area Vasta Bresciana- sono indagate a piede libero.

Share This