Con il rito dell’unzione col sacro crisma degli altari e delle colonne laterali il vescovo di Brescia, Mons. Pierantonio Tremolada ha consacrato lunedì sera la chiesa restaurata dell’Eremo di Bienno.

Si può parlare, come ha spiegato don Roberto Domenighini, direttore dell’Eremo dei santi Pietro e Paolo di Bienno ai microfoni di Radio Voce Camuna, di una riconsacrazione, perché la chiesa sicuramente venne consacrata alle sue origini, quando sant’Antonio di Padova, tra il 1228 e il 1230, fondò la presenza francescana all’Eremo. Venne ingrandita più volte e ricostruita negli anni ‘60 riprendendo le forme settecentesche, epoca in cui l’Eremo venne abbandonato. Dopo oltre 200 anni di non utilizzo, quindi, l’idea è stata quella di tornare a consacrare la chiesa, con una cerimonia molto partecipata.

Il Vescovo, intervistato per l’occasione, ha affermato: “L’Eremo è un partimonio della Vallecamonica. Questo luogo ha una storia, che sto conoscendo e apprezzando, e rappresenta un punto di riferimento non solo per la Vallecamonica, ma per l’intera Diocesi. Poter contare adesso sulla ristrutturazione della chiesa ci invita ad usufruire di questo ambiente in modo pieno e questo mi rallegra profondamente”.

I lavori sono durati circa un anno e hanno visto la posa di un impianto di riscaldamento a pavimento, che – con il rifacimento della pavimentazione con porfido di Vallecamonica, la tinteggiatura e il posizionamento dell’ambone secondo le norme liturgiche – hanno donato un’aula di preghiera calda e familiare. Nota non indifferente è che tutte le spese sono state pagate: contributi di istituzioni benemerite hanno coperto circa il 10% della spesa, il resto è venuto dal dono di don Gregorio Salvadori e dal lavoro dell’Eremo.

All’interno sono stati posizionati lo strappo d’affresco della Crocifissione, conservato in una delle sale del piano terra, posto sulla parete di destra della navata e una pala di sant’Antonio di Padova è stata sistemata nella prima cappella di destra, ove anticamente sorgeva un altare dedicato al Santo. Altro dono prezioso, è la reliquia dalle spoglie mortali del Beato Giuseppe Tovini proveniente dalla Fondazione Tovini che ha provveduto anche a un degno reliquario che sarà posto nella cappella di sant’Antonio, su una colonna ricavata dai resti dell’antico chiostro. Nella seconda cappella troveranno spazio la statua della Madonna, rinvenuta in un magazzino dell’Eremo, restaurata dalle donne del ritiro e incoronata dal card. Re, e la reliquia della santa biennese Geltrude Comensoli, fondatrice delle Suore Sacramentine, da qualche mese anima materna dell’Eremo.

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