Il progetto di “Destination rebranding” presentato a fine ottobre dal Comune di Darfo Boario Terme non piace all’opposizione. In particolare, la minoranza critica le modalità con cui il Consorzio Thermae & Ski, che si sta occupando della riqualificazione d’immagine e turistica della cittadina, ha presentato quello che dovrebbe essere il nuovo logo rappresentativo di Boario.

Un logo che –come anticipato- esclude la parola “Terme” ed aggiunge lo slogan “flowing energy”, ovvero “energia che scorre”: l’idea è infatti quella di allontanarsi dall’esclusività dell’offerta termale e presentare Boario sotto punti di vista che includono anche un turismo su due ruote, più orientato verso l’ambiente e quindi verso modalità differenti di godere del tempo libero.

La presentazione del nuovo logo alla stampa sarebbe avvenuta prima della convocazione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio, cosa che ha fatto storcere il naso all’opposizione, che lamenta anche il fatto di non essere stata coinvolta nella decisione: Gianpaolo Rossi, consigliere comunale di minoranza, ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione al sindaco, per chiedere maggiori chiarimenti.

“Boario è una parola unica, facile da pronunciare e semplice da ricordare”, avevano detto dal Consorzio presentando il nuovo logo: ora, le polemiche potrebbero spingere ad un passo indietro ed a rivalutare la reintroduzione della parola “Terme”, alla luce anche delle iniziative future che dovrebbero coinvolgere Boario.

Il Comune sembrerebbe infatti intenzionato ad acquistare anche il Parco alto delle Terme, mentre Ferrarelle, in cambio dello stop alla produzione di bottiglie in vetro, avrebbe promesso di investire nel rilancio turistico, così come la Comunità Montana punta proprio sul parco delle Terme per dare una spinta al proprio piano di azione turistico-culturale della media Valle.

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