La crisi dovuta al lockdown ha probabilmente spinto un numero molto alto di micro imprese commerciali e artigianali camune a presentare domanda per l’assegnazione di contributi sul cosiddetto “Bando commercio” di Comunità montana e Bim di Vallecamonica.

In tutto si sono fatte avanti ben 138 realtà sparse nei quaranta comuni valligiani, per un totale di 184 interventi, di cui 124 ammissibili (60 non ammissibili soprattutto per documentazione incompleta).

A fronte di una richiesta così alta il direttivo dei due enti ha deciso di alzare la soglia inizialmente destinata alla misura, ovvero 123 mila euro, portandola a oltre il doppio: 268.116 euro.

I fondi sono serviti per sostenere 34 micro imprese, che hanno richiesto oltre 578 mila euro di investimenti sul territorio per la riqualificazione e l’ammodernamento dei loro locali, il rifacimento-adeguamento e realizzazione di impianti e opere connesse (otto realtà), oppure per l’acquisto di arredi e macchinari-attrezzature a uso produttivo (26 imprese).

Gli interventi sono stati finanziati al 50 per cento e ad alcuni è stato concesso il contributo massimo di 20 mila euro.

Molte domande, purtroppo, sono state ammesse al contributo ma non finanziate per l’esaurimento della dotazione prevista: si tratta di 90 realtà, che restano nella graduatoria in attesa di nuovi fondi.

“Per la prima volta quest’anno abbiamo assegnato contributi anche alle micro imprese artigianali, non solo alle commerciali – dichiara il vicepresidente del Bim Ida Bottanelli – Visto il difficile periodo e le criticità del settore, riflesse anche nel grande numero di domande presentate, abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione risorse aggiuntive, alla luce anche delle crisi economica per l’emergenza Covid. I nostri enti hanno compiuto davvero un grande sforzo a valere sul bilancio interno”.

Nell’ultimo bando del 2017 erano state liquidate tutte le 31 domande rendicontate per un totale di 290 mila euro di contributi e un investimento generato sul territorio di quasi 550 mila euro.

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