“Una scelta folle”. Così la minoranza del Comune di Braone giudica, attraverso un volantino distribuito casa per casa, la scelta del sindaco Sergio Mattioli e dei suoi di lasciare l’Unione dei Comuni della media Valle Civiltà delle Pietre alla scadenza dei 10 anni dall’adesione.

La decisione era nell’aria ed è stata ufficializzata l’11 settembre con una comunicazione firmata dall’amministrazione comunale dopo aver preso parte all’ultima assemblea dell’Unione. Secondo l’attuale maggioranza, entrata in carica nel maggio 2019, l’appartenenza alla Civiltà delle Pietre ha implicato che servizi e funzioni, trasferiti all’Unione, venissero sottratti alla titolarità diretta del Comune di Braone, mentre sarebbero mancate una maggiore economicità a vantaggio dei cittadini e una semplificazione della burocrazia.

“L’amministrazione preferisce essere libera da vincoli, ma rimane disponibile a valutare la stipula di convenzioni a geometria variabile, con altri Comuni del territorio”, senza escludere, precisa la lettera del sindaco, nemmeno quelli che continuano a far parte dell’Unione, ovvero Capo di Ponte, Cerveno, Losine e Ono San Pietro.

L’opposizione, che vede schierati Flavia Rebuffoni, l’ex sindaco Gabriele Prandini e Adele Bonfadini, sul volantino critica il fatto che Mattioli non abbia coinvolto i cittadini nella decisione e chiede spiegazioni. A suo dire “il futuro per Braone, non può essere l’isolamento”, ricordando che l’Unione in questi anni “ha ricevuto contributi per due milioni di euro circa ai quali anche Braone ha potuto attingere”. Inoltre Rebuffoni e compagni sottolineano che l’uscita dall’Unione comporta la perdita di due dipendenti comunali, perciò paventano maggiori tasse per compensare l’assenza di tali entrate e la gestione dei servizi.

Il volantino dell’opposizione termina con una serie di domande, tra queste in particolare si chiede quali sono le reali motivazioni dietro alla scelta, insinuando che gli amministratori non vogliano controlli esterni sui loro affari. Dal canto suo l’amministrazione promette servizi più efficienti, ritenendo di aver fatto una scelta coraggiosa.

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