La crisi, la lenta ripresa e il Coronavirus. Un paese a vocazione commerciale come Breno ha vissuto e sta vivendo alti e bassi e ha visto la chiusura di numerosi negozi. Però, tra tante serrande, anche storiche e prestigiose, che si sono abbassate, alcune resistono e altre si stanno alzando in questo periodo sotto una nuova insegna.

A dare una mano alle attività, negli ultimi anni, sono stati emanati alcuni bandi dall’Amministrazione comunale, per 210mila euro, oltre al sostegno affitti per altri 85mila. Altri 100mila euro arriveranno su un nuovo bando per far fronte alle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria.

È un dato di fatto che, da inizio 2020, sono sette gli esercizi che hanno aperto, che stanno aprendo o che hanno avviato una nuova gestione.

L’ultimo in ordine di tempo si è visto questa settimana nel palazzo ex Eca: una zona centralissima, in cui ha inaugurato “La bottega delle cialde” di Sandro Vielmi. Il proprietario, brenese, è molto conosciuto per essere il responsabile della Croce rossa di Breno.

A San Valentino, poco prima del lockdown, aveva aperto il negozio accanto: quello che era un bar si è tramutato nella “Scarperia” di Marianna Gelmini, che propone calzature e accessori. Nel frattempo è stata avviata la nuova gestione del bar Stazione. La pandemia non ha fermato Miky Nail Shop di Mihaela Rupa, e, in piazza Alpini, L’Oro di Pulcinella di Mariana Bicajan. Novità anche nella zona industriale, dove Emanuele Putelli ha recentemente allestito il Chiringuito Las Tapas, che offre street food. Ma a Breno non aprono solo negozi: in centro storico è attesa l’apertura di una sala del commiato.

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