Sono stati presentati venerdì mattina all’interno della chiesa di Sant’Antonio di Breno i lavori di restauro, che si sono conclusi di recente e che hanno riguardato parte degli intonaci delle pareti interne, dove si trovano, tra gli altri, dipinti murali di Girolamo Romanino, del XVI secolo, che rappresentano la storia biblica del profeta Daniele.

Dopo una serie di sopralluoghi, sotto l’egida della Sovrintendenza, la restauratrice Elena Celeri ha provveduto a sanare alcune criticità. In particolare era stata rilevata la presenza di particolato e di fessurazioni, crepe e rigonfiamenti su tutte le superfici, oltre che distacchi degli intonaci stessi, di efflorescenze e viraggio cromatico dei reintegri pittorici aggiunti con un intervento del 1991, eseguito con tecniche non appropriate.

I lavori, con carattere di urgenza, hanno riguardato sia la parete destra che quella sinistra del presbiterio.

Sulla destra in particolare si sono registrati i distacchi più gravi. Gli esperti hanno optato per la rimozione della malta moderna, che ha causato bolle, perché idrorepellente, dovute all’umidità in quel punto dell’edificio.

Grazie anche all’impegno del compianto ex sindaco Sandro Farisoglio, da qualche tempo era nell’aria l’idea che a finanziare le opere sarebbe stata Ines de Giuli, figlia di Gianni, storico presidente dell’Ana di Vallecamonica e figura di riferimento per le penne nere in tutta la provincia di Brescia.
La benefattrice era presente alla conferenza stampa, durante la quale ha espresso soddisfazione per il risultato e ha voluto dedicarlo ai genitori (la madre era camuna e i due vissero a Breno per tanti anni), dicendosi certa che avrebbero approvato il gesto, dato il loro amore per la cultura, per Breno e per la Valle.

Alla chiesa e agli affreschi servono sicuramente altri interventi, anche questi piuttosto urgenti. Per questo il Comune di Breno, proprietario dell’edificio, ha previsto una seconda fase di lavori, già delineata e progettata, ed è alla ricerca di nuovi finanziatori che possano contribuire alla conservazione dell’affascinante chiesetta.

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