La minoranza di Breno torna all’attacco su una delle opere pubbliche su cui l’Amministrazione Comunale sta lavorando da tempo, ovvero l’ascensore per il castello. Il Comune continua ad essere in attesa dell’autorizzazione da parte dell’Ufficio trasporti a impianti fissi, da cui deve arrivare l’ok per il via ai lavori, ma da Roma il via libera tarda ad arrivare.

In ballo, ricorda Gianpiero Pezzucchi del gruppo “Progetto Breno”, c’è un milione di euro: “Ogni volta ci raccontano la storiella che si devono aspettare tre mesi”, dice, “ma sono passati tre anni e [l’operazione] non si sblocca”.

Il gruppo di opposizione, durante l’ultimo Consiglio Comunale tenutosi a fine dicembre, ha consegnato una lettera in autotutela per consiglieri e cittadini: il Comune, dal canto suo, aveva già effettuato i lavori di pulizia della parete rocciosa su Vicolo Orti, dove dovrebbe essere installato l’ascensore, ma ha dovuto interrompere ulteriori operazioni.

La minoranza, infine, si dice scettica anche sul piano economico finanziario relativo alla piscina, il cui appalto dovrebbe essere assegnato nei prossimi mesi: nel documento il bacino di utenti di Darfo è equiparato a quello di Breno, sulla cui area è inserito anche Piancogno, Comune che, però, è più vicino a Darfo.

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