Brescia è tornata a festeggiare i Carabinieri a 208 anni dalla fondazione del corpo. Dopo uno stop obbligato dalla pandemia, domenica mattina il Comando provinciale di piazza Tebaldo Brusato ha aperto le sue porte alle più alte cariche militari e civili, ai numerosi sindaci, alle associazioni d’arma. Erano presenti anche i militari delle Stazioni della Vallecamonica e della Compagnia di Breno, guidata dal Capitano Filiberto Rosano.

Il comandante provinciale Gabriele Iemma ha parlato di un territorio duramente colpito dall’impatto del Covid, ma che ha potuto contare sulla presenza assidua dei carabinieri, concretizzata in attività di alta vigilanza, volte non solo alla verifica del rispetto delle misure di contenimento ma soprattutto al costante sostegno alla popolazione. Durante la pandemia sono stati sempre messi in campo “abnegazione, altruismo e coraggio, operando consapevoli dei rischi sapendo l’importanza di quanto svolto”, ha detto Iemma, che non ha scordato di citare il maresciallo maggiore di Pisogne, Fabrizio Gelmini, stroncato proprio dal virus.

Non sono mancati i riconoscimenti e gli encomi a chi si è distinto nelle diverse operazioni. Encomio ai carabinieri di Ponte di Legno e della Compagnia di Breno per le indagini sul delitto di Laura Ziliani ed encomio ai carabinieri di Darfo Boario e Breno per aver salvato una persona.

Negli ultimi 12 mesi, i militari in forza nelle 81 stazioni e nelle 7 compagnie hanno proceduto per l’87% dei reati denunciati in provincia, con i reparti speciali del Nas, Nil e Noe sempre operativi nella sanità alimentare, nella sicurezza sui luoghi di lavoro e nella tutela all’ambiente; e negli ultimi due anni sono stati sequestrati beni mobili e immobili per 40 milioni di euro. Quanto alla prevenzione sono state incontrate lo scorso anno oltre 10mila persone, tra studenti e anziani, e accolte nelle caserme della provincia più di 142mila cittadini per richieste di routine o «anche solo per ricevere un consiglio o semplicemente per essere ascoltati

Share This