Unite nel dolore di questi mesi, ma unite anche nella ripartenza, nel segno della cultura. Così Brescia e Bergamo saranno le Capitali della Cultura per il 2023: la nomina, che solitamente riguarda ogni anno solo una città e che sempre solitamente viene scelta dopo la valutazione di candidature e dossier da un’apposita Commissione, arriverà invece questa volta per legge, tramite un emendamento al decreto Rilancio firmato da Devis Dori, deputato bergamasco del Movimento 5 Stelle, e Claudio Cominardi, collega di partito bresciano.

Il decreto arriverà lunedì alla Camera, sarà posta la fiducia in vista del voto di mercoledì; quindi passerà al vaglio del Senato che dovrebbe approvarlo entro il 18 luglio. La proposta era stata lanciata il 15 maggio scorso da Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, e da Giorgio Gori, primo cittadino di Bergamo.

In questo modo, il patrimonio culturale delle due città sarà protagonista di una serie di iniziative che i due Comuni dovranno preparare e presentare al Governo entro il 31 gennaio 2022. La nomina d’ufficio permette di iniziare a lavorare da subito sui progetti, con la costituzione di un comitato organizzatore ristretto supportato da un organismo più ampio per la stesura del piano.

Diventare Capitale della Cultura vale un milione di visitatori di media: l’occasione, quindi, serve a valorizzare le proprie bellezze ed a puntare sempre più sulle proprie risorse. Brescia e Bergamo, che in questi mesi sono tristemente diventate le città simbolo della pandemia in Italia, potranno così rialzare la testa grazie anche all’arte di cui sono ricche sia in città che in provincia.

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