Due città vicine, simili, un po’ rivali, che hanno vissuto parallelamente il dramma del coronavirus, pagando con centinaia e centinaia di morti.

Due città, Brescia e Bergamo, che ora provano a ripartire insieme: a sorpresa ieri i sindaci Emilio Del Bono e Giorgio Gori, hanno annunciato in videoconferenza che le due città che amministrano correranno per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2023.

Dopo lo slittamento al 2022 delle candidature per il prossimo anno, e la riassegnazione a Parma del titolo di capitale culturale nel 2021, Del Bono e Gori hanno giocato d’anticipo, proponendo le loro città per il 2023.

“I nostri territori escono da mesi molto difficili, fatti di sofferenza, dolore e impegno. Ora è il momento della ripresa, abbiamo bisogno di progettare il futuro. Ci uniremo per un obiettivo strategico comune che alimenti creatività, forze, intelligenze” ha detto il sindaco di Brescia postando il disegno della giovane artista camuna Sara Nicoli, che rappresenta l’abbraccio tra le due città.

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Brescia e Bergamo si meritano di ripartire, ricordando chi non c’è più, rilanciando la forza di queste nostre comunità ma anche la bellezza della Leonessa d’Italia e della Città dei Mille”, ha affermato Del Bono lanciando il progetto con un post e ringraziando per l’idea la sua vice, Laura Castelletti.

La Castelletti spiega: ” Si tratta di una candidatura non per sfidare altre città, ma per immaginare un nuovo modello culturale per tornare alla normalità, una normalità che non potrà prescindere da quanto successo in questi difficili mesi”.

Da parte sua il sindaco di Bergamo Giorgio Gori afferma: ” Condividiamo l’idea che la cultura possa diventare la leva della rinascita delle nostre città, con una forte valenza simbolica per l’intero Paese”.

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