La notizia era nell’aria da qualche ora, ma la conferma è arrivata nel primo pomeriggio di martedì: tutta la Provincia di Brescia, dalle ore 18:00, entra in quella che è stata definita “zona arancione rafforzata”, ovvero una zona con limitazioni più severe rispetto alle solite imposte ai territori dove il rischio di contagio è medio.

In altre parole, questo vuole dire la chiusura delle scuole dell’infanzia, elementari e medie, la sospensione delle attività universitarie in presenza, il divieto di spostamento nelle seconde case, l’utilizzo dello smart working laddove possibile e tutti i divieti già noti per le zone arancioni, tra cui la chiusura di bar e ristoranti.

Oltre al Bresciano, entrano in zona arancione rafforzata anche i Comuni bergamaschi di Sarnico, Viadanica, Predore, Adrara San Martino, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso e quello di Soncino, in provincia di Cremona.

Una decisione giunta dopo l’aumento dei casi sul nostro territorio, causati soprattutto dalle varianti del virus che ne aumentano la contagiosità. “La provincia di Brescia”, ha spiegato Guido Bertolaso, responsabile della campagna vaccinale della Lombardia, “ha un’incidenza, ovvero un numero di nuovi casi, doppia rispetto al resto delle province lombarde. Allo stato attuale, la situazione è sotto controllo e gestibile”.

Con la nuova colorazione della Regione, è stata anche annunciata la rimodulazione della somministrazione delle dosi del vaccino, dando la priorità ai residenti dei Comuni con una incidenza del contagio superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti. Confermato, infine, il piano vaccinale per gli ultra 80enni.

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