Se il futuro prossimo della Serie A resta incerto, lo stesso vale per i Dilettanti. Quella che sembrava un’ipotesi improbabile poche settimane fa, ovvero lo stop definitivo a questo campionato, sta diventando con il passare dei giorni un’ipotesi sempre più plausibile.

Nonostante la volontà di fare di tutto affinché si torni in campo il prima possibile, la Lega Nazionale Dilettanti non può non constatare che la sicurezza di giocatori, staff, arbitri e tifosi viene prima di tutto. La decisione che sarà presa riguarderà tutti i campionati a livello nazionale, compresi quindi quelli della Lombardia: per quanto riguarda le squadre camune, quindi, anche loro, a partire dal Breno in Serie D, attendono comunicazioni.

Tre le ipotesi in campo: la prima è quella di annullare il campionato; la seconda è di congelare la classifica all’ultima giornata giocata e procedere con promozioni e retrocessioni d’ufficio; la terza è di riprendere la stagione ad emergenza rientrata, con il rischio però di tornare a dare calci al pallone a giugno o addirittura luglio.

Ma a spaventare di più le società, ora, sono i danni economici causati da questo stop, che potrebbero rivelarsi disastrosi per alcune squadre: la Lega chiede interventi normativi da parte dello Stato, anche per quanto riguarda le assicurazioni già pagate, ma si chiede anche un ridimensionamento degli oneri che le società devono pagare per partecipare ai campionati. Quello che si chiede, insomma, è un sostegno per tutta la Lega, il cui comparto genera un movimento annuale pari a 2,1 miliardi di euro, con un numero di tesserati pari al 98% del totale del movimento calcistico italiano.

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