Gli effetti del caldo si fanno sentire anche sulle montagne in alta quota, dove le temperature, anche d’estate, dovrebbero mantenersi vicino ai zero gradi e permettere così che il ghiaccio non si sciolga del tutto.

Ma a giugno, complici le temperature record, montagne come il Monte Bianco ed il Monte Rosa hanno visto temperature elevate al punto che lo scioglimento del ghiaccio ne ha cambiato alcuni itinerari. Una situazione simile si è verificata sull’Adamello, dove il Sentiero Numero Uno è oggi interamente percorribile senza neve residua, anche sul Passo Premassone (a quota 2.847 metri) che rappresenta il punto più elevato del trekking.

La linea di equilibrio, cioè il limite tra la zona di un ghiacciaio dove prevale l’accumulo e quella in cui avviene lo scioglimento, si è attestata sopra i 3.000-3.300 metri di quota. ‘Lo zero termico a quote molto elevate, ‘riferisce Christian Casarotto, glaciologo del Museo delle Scienze di Trento, ‘sta causando abbondante scioglimento anche su tutti i ghiacciai del settore orientale delle Alpi, tra i quali quelli del gruppo del Cevedale e dell’Adamello, con una perdita di spessore di neve pari a 5 centimetri al giorno’. Anche nella zona del rifugio ‘Ai Caduti dell’Adamello’, alla Lobbia Alta, a 3.040 metri di quota, le alte temperature delle settimane scorse hanno provocato abbondante scioglimento, ma senza modificare gli accessi alle mete di Cresta Croce e Punta Giovanni Paolo II.

 

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