Nel novembre 2021 la Fondazione della Comunità Bresciana aveva emesso un bando dal titolo “Call to action Cultura, reti e territorio” per un totale di 400mila euro, con l’obiettivo di creare reti diffuse per accrescere le iniziative culturali e preparare il territorio agli appuntamenti di Brescia e Bergamo Capitale italiana della cultura 2023.

In settimana, il 14 settembre, nell’Auditorium di Santa Giulia, il consigliere Giovanni Rizzardi e la direttrice operativa della Fondazione, Orietta Filippini, hanno presentato i risultati. Tra pubblici e privati, sono 52 i soggetti impegnati in campo sociale o culturale per definire una proposta variegata.

In particolare sono stati definiti 4 ambiti: Brescia 1 e 2, Bassa e Franciacorta e Valcamonica e Valtrompia, che sono insieme. Assenti, per mancata partecipazione, territori come il Garda e la Valle Sabbia. Ciascuna delle quattro aggregazioni avrà perciò 100mila euro per finanziare le iniziative.

L’aggregazione che riunisce realtà camune e valtrumpline ha intitolato il progetto “Terre Alte: echi, suoni, visioni”. Programmati laboratori didattici, concerti e performance teatrali con particolare attenzione al mondo del lavoro e del saper fare artigianale. I destinatari principali saranno i giovani, gli anziani e le persone con fragilità. Cinque i luoghi coinvolti, da cui partirà il processo creativo: il Monastero di San Salvatore a Capo di Ponte e il Centro Ca’ Mon a Monno sono quelli camuni, cui si affiancano per la Valtrompia il Museo del Forno di Tavernole, la Pieve della Mitria di Nave, la basilica di Santa Maria degli Angeli a Gardone.

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