A Capo di Ponte il Parco Archeologico Comunale di Seradina e Bedolina diviene una galleria a cielo aperto con “Segni – Festival della Fotografia”, giunto alla sesta edizione.

In questo modo i nuovi “segni”, quelli dell’arte fotografica, si avvicineranno ancora di più ai “segni” lasciati sulle rocce dagli antichi camuni. Un’edizione, quella 2020 del Festival, che ha dovuto reinventarsi a causa delle restrizioni dettate dal Covid, riuscendo ad assicurare ai visitatori la sicurezza e il distanziamento sociale essendo totalmente all’aperto.

L’allestimento della mostra, che inaugurerà domenica 23 agosto alle 14:00 e che si protrarrà fino al 6 settembre, andrà a integrarsi con l’ambiente circostante attraverso un percorso ad anello, lungo il quale il visitatore potrà visionare le opere in formato gigante di 11 autori tra cui Ken Damy, Ugo Panella, Enrico Martino, Giovanni Mereghetti, Andrea Zampatti. Insieme a questi grandi nomi della fotografia come sempre saranno presenti autori talentuosi ed emergenti, camuni e non.

L’appuntamento centrale del Festival di quest’anno, che si svolge sempre sotto la direzione artistica del fotografo capontino Graziano Filippini, sarà per sabato 29 agosto, con una suggestiva serata alla presenza di alcuni autori per un’informale chiacchierata sulla fotografia, con le opere e le rocce incise illuminate fino a tarda notte.

Tutte le attività saranno coordinate dallo staff organizzativo volontario del Festival in collaborazione con l’Agenzia Turistico Culturale Comunale nella sua sede presso l’infopoint in Via Nazionale a Capo di Ponte, mentre presso la biglietteria del Parco Archeologico di Seradina sarà possibile acquistare le pubblicazioni e il catalogo del Festival.

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