La notizia del commissariamento della società Cosmopol per capolarato (l’accusa è di elargire ai propri dipendenti paghe sotto la soglia della povertà), alimenta ora nuove preoccupazioni tra i lavoratori esterni dei siti museali camuni.

Solo una settimana fa era stata comunicata loro la cessione del ramo d’azienda di Cosmopol-Istituto di vigilanza privata a Cosmopol-Servizi integrati. Un cambiamento che, era stato assicurato, non avrebbe comportato modiche nel rapporto di lavoro.

Il commissariamento, avvenuto mercoledì, getta nuove ombre sulla condizione lavorativa dei dipendenti al lavoro nei musei camuni con varie mansioni. Per questo sono prontamente intervenuti la Filcasm Cgil Vallecamonica Sebino (ovvero il sindacato dei lavoratori del Terziario, del Turismo e dei Servizi) e la Cisl FP camuna (ovvero il sindacato della Funzione Pubblica), tramite Francesca Danesi e Marcellino Marroccoli, i due segretari generali.

“Abbiamo chiesto alla Direzione Regionale Musei che i termini dell’appalto siano rispettati e i lavoratori garantiti”, dicono i due rappresentanti in un comunicato. L’appalto da parte di Cosmopol (che ha sede ad Avellino) è stato vinto nel dicembre 2022: “da allora”, ricordano, “ci sono sempre stati vari problemi contrattuali, che abbiamo più volte segnalato anche alla Direzione Musei”.

La notizia del commissariamento spinge le due sigle sindacali a chiedere alla Direzione Regionale Musei di fare “chiarezza su come questa società sta gestendo l’appalto e il rapporto di lavoro con i dipendenti dei siti camuni”, dichiarandosi “pronti fin d’ora a mettere in atto tutte le azioni possibili a tutela dei lavoratori”.

I dipendenti esterni dei siti museali camuni da tempo si trovano a lavorare in condizioni salariali molto critiche: a inizio anno è stato fondato il Collettivo 5.37 (cifra che rispecchia la paga lorda oraria che ricevono), proprio con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro situazione e trovare nelle autorità un sostegno per la loro battaglia a vedere riconosciuti i propri diritti.

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