L’anno che sta volgendo a conclusione è stato particolarmente impegnativo anche per l’Arma dei Carabinieri che, soprattutto nel Bresciano, è stata alle prese con l’impatto devastante della prima ondata della pandemia sulla vita di tutti. Presentando i numeri degli interventi del 2020 in provincia di Brescia, è emerso che le 84 stazioni sparse sul territorio abbiano perseguito l’86,7% dei reati denunciati, ma anche la necessità, durante la fase più acuta della pandemia, di avere bisogno di rinforzi.

Per questo, da Milano e Napoli sono giunti contingenti dei diversi battaglioni. Un contributo che ha permesso di non chiudere nessuno dei reparti e di aumentare i servizi su strada dai 51.496 del 2019 ai 64.357 del 2020. I carabinieri sono stati il punto di riferimento per la popolazione, che si è rivolta a loro in cerca di informazione ed aiuto.

Tra le attività portate avanti, la consegna di bombole di ossigeno e della pensione a domicilio a quegli anziani impossibilitati ad uscire di casa. Sulle strade bresciane, inoltre, sono state controllate 168mila persone ed elevate poco più di mille multe.

I Dpcm hanno comportato anche un’attività di controllo sull’effettiva chiusura di alcuni esercizi e sul rispetto delle regole per la loro riapertura: 16mila gli esercizi controllati, 62 quelli sanzionati e 16 quelli chiusi. Il 2020 ha visto un calo di rapine e furti, ma l’aumento di truffe agli anziani ed online. Per quanto riguarda la violenza di genere ed il codice rosso, in Provincia sono stati effettuati 55 arresti, 495 denunce, 14 allontanamenti e 21 divieti di dimora.

Share This