Le dichiarazioni di Letizia Moratti, assessore regionale al Welfare, che ha parlato di infermieri come “supplenti” dei medici di Medicina Generale all’interno di una sperimentazione prevista in alcune Asst lombarde, hanno destato non poche polemiche.

La proposta di Moratti, però, conferma una situazione di carenza di medici a livello regionale che si riflette anche in Provincia di Brescia. L’ultimo bando, nel maggio scorso, ha un po’ migliorato le cose, facendo passare il numero di titolari mancanti nel Bresciano da 147 a 109 e da 49 a 39 gli ambiti territoriali carenti.

Ma la necessità di trovare altri camici resta urgente, a maggior ragione con la riorganizzazione della Medicina territoriale che richiederà la loro presenza anche all’interno delle Case di Comunità. Una situazione che vede anche la Vallecamonica in difficoltà: ad oggi, sono dodici i medici mancanti sul nostro territorio.

A Darfo Boario Terme ed Edolo ne servono due, mentre a Capo di Ponte, Cevo, Paisco Loveno, Bienno, Angolo Terme, Pian Camuno, Pisogne e Corna ne manca uno ciascuno. Un maggiore interesse ad intraprendere la professione si è registrato, ma i Corsi di formazione specifica gestiti dall’Ats della Montagna mostrano ancora numerosi posti liberi.

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