Adesione in massa da parte dei sindaci camuni all’iniziativa dell’Anci contro il caro-bollette, lanciata dal presidente dell’Associazione nazionale del Comuni Antonio Decaro, in merito all’emergenza causata dall’aumento dei costi dell’energia.

Giovedì 10 febbraio è stata indetta una protesta simbolica che invitava i Comuni di tutt’Italia a spegnere l’illuminazione di un edificio rappresentativo o di un luogo significativo per la comunità.

Praticamente tutti i sindaci della Vallecamonica hanno aderito, lasciando al buio alcuni monumenti simbolici dei paesi che amministrano. Un gesto che voleva attirare l’attenzione del Governo affinchè metta in campo ristori con i quali far fronte all’impennata dei prezzi che sta colpendo non solo le famiglie e le imprese, ma anche gli enti locali. Anci ha stimato in 550 milioni i rincari in bolletta per gli 8.000 Comuni italiani, 14 milioni la stangata per i municipi bresciani.

Così ieri sera alle 20:00 a Breno si sono spente le luci del castello, a Borno non si è illuminata la grande scritta sull’aiuola all’ingresso del paese, a Cerveno, in collaborazione con la parrocchia (anch’essa come tante colpita dal rincaro delle bollette) il Santuario della Via Crucis è rimasto al buio.

Le luci del municipio di Darfo non si sono accese, così come quelle del municipio di Esine o di Sellero.

Ad Artogne il sagrato è rimasto al buio, a Malonno Piazza Repubblica era senza luce, a Berzo Demo si è rinunciato all’illuminazione del Centro Polifunzionale.

Tanti sindaci hanno spiegato il gesto sulle pagine Facebook dei Comuni, riportando delle stime allarmanti e invitando a loro volta i cittadini ad aderire simbolicamente alla protesta spegnendo le luci nelle loro case.

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