Quando si parla di caro-energia lo fa si citando spesso le aziende cosiddette energivore, cioè quelle, che consumano grandi quantità di elettricità. Ci si dimentica, però, che tra queste aziende non ci sono solo quelle che lavorano nel settore produttivo, ma anche quelle legate al turismo ed allo sport: palestre, piscine, ma anche gli impianti sciistici.

Per questi ultimi, in particolare, il prossimo inverno è una vera e propria incognita. Dal comprensorio Pontedilegno-Tonale, ad esempio, si fa sapere che per far fronte all’aumento delle bollette lo skipass per la prossima stagione subirà un aumento tra il 5 e l’8%; la Baradello spa, che gestisce la seggiovia omonima sul versante di Aprica e che rientra nella ski area Aprica-Corteno Golgi, stima invece un aumento tra il 7 ed il 10%.

Aumenti che generano un’altra preoccupazione, quella per cui sciare diventi uno sport limitato solo a chi se lo potrà permettere in un inverno in cui le spese saranno rivolte altrove. Ecco che, quindi, i gestori degli impianti sperano in un’azione del Governo per limitare il problema e sostenere le ditte energivore con qualche provvedimento.

A questi timori, poi, si aggiungono quelli ormai “classici” legati al clima: si spera che la neve, in alta quota, cada abbondante, sia per inaugurare la stagione prima ma anche per tenere spenti i cannoni sparaneve che, evidentemente, in questo periodo sono una spesa troppo onerosa.

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