E’ iniziata nei giorni scorsi e prosegue l’attività di controllo dei Nas all’interno delle case di riposo bresciane. I carabinieri stanno raccogliendo documenti che finiranno nelle mani dei tre magistrati incaricati da Francesco Prete, procuratore capo, di indagare su come, nelle settimane dell’emergenza causate dallo scoppio della pandemia, la situazione sia stata gestita.

In questa fase non ci sono accuse rivolte a nessuno, ma l’obiettivo è quello di raccogliere i dati necessari a capire se, durante la diffusione del virus, all’interno delle case di riposo le situazioni legate alla mancanza dei dispositivi di sicurezza come mascherine e guanti sia stata causata da responsabilità interne o da ritardi nella loro consegna.

COMUNICATO DIREZIONI GENERALE E SANITARIA Pubblichiamo un comunicato congiunto delle nostre Direzioni Generale e Sanitaria per un aggiornamento della situazione in RSA.

Pubblicato da Fondazione Don Giovanni Ferraglio su Giovedì 16 aprile 2020

Per ora, la Procura di Brescia ha aperto una decina di fascicoli, legate ad alcune strutture. Gli operatori all’interno delle Rsa, in queste settimane, hanno dovuto affrontare turni estenuanti e sostituire i colleghi costretti ad andare in malattia, ma soprattutto hanno affrontato la perdita di numerosi anziani.

La situazione, ora, sta leggermente migliorando, anche in Vallecamonica, dove due comunicati ufficiali della Fondazione Don Giovanni Ferraglio di Malonno e della Fondazione Carettoni Onlus di Pontedilegno rassicurano i parenti degli ospiti. Entrambe le note affermano che il trend è in miglioramento e si sta consolidando grazie anche alle introduzioni di misure eccezionali.

Nelle case di riposo, inoltre, sono iniziati i test su ospiti ed operatori, che potranno finalmente delineare un quadro più chiaro sulla condizione delle strutture dove, nel frattempo, è stato anche attivato un servizio che permette tramite le videochiamate di tenere in contatto gli anziani con le loro famiglie, impossibilitate a far loro visita.

Share This