Il giudice Cesare Bonamartini non ha accolto le richieste avanzate dal pm Ambrogio Cassiani di misure cautelari di sospensione dall’incarico per 7 dipendenti pubblici indagati col presidente della Provincia Pierluigi Mottinelli nella vicenda del contenimento dei cinghiali.

Il Gip scrive che “non c’è dolo negli abbattimenti di contenimento svolti dai dipendenti della Provincia e per quanto disposto dai funzionari della Regione”, ma che addirittura, dall’abbattimento di quei 200 e più cinghiali dal 2015 nel Bresciano, non può essere derivato un decremento della fauna “atteso che dai dati risultanti negli atti emerge il costante aumento della popolazione di cinghiali, nonostante il ricorso al contenimento”.

Bonamartini sottolinea inoltre che, di queste attività, erano al corrente gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, e che gli addetti della Provincia sarebbero invece incorsi in un errore “ritenendo di adempiere un dovere di ufficio”, ma “in assenza di volontà sia di appropriarsi dei beni dello Stato, sia in relazione al danno ambientale”.

Nell’ordinanza si precisa poi che “al personale della Provincia è inibita la disapplicazione delle norme regolamentari adottate dal consiglio Provinciale”.

I sette dipendenti pubblici dovevano quindi agire come hanno fatto, considerazione che smonta le accuse della Procura.

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