Il gip ha rinviato a dopo le feste una decisione su un’eventuale chiusura in aula del caso relativo a Giuseppe Ghirardini l’operaio della fonderia di Marcheno trovato senza vita a Case di Viso dieci giorni dopo la scomparsa di Mario Bozzoli, il suo datore di lavoro.

Mercoledì è stata celebrata l’udienza per l’opposizione alla richiesta di archiviazione formulata dalla procura generale a favore di Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti della vittima, ma è stato rinviato a dopo l’Epifania una decisione sulla possibilità di far indagare ancora gli inquirenti o se si formulerà un’imputazione coatta a carico dei due fratelli o se della morte di Ghirardini non si parlerà più in aula.

Gli avvocati dell’ex moglie e delle sorelle della vittima sostengono che l’uomo sia stato istigato al suicidio dai due fratelli, anche sulla scorta della testimonianza di un 75enne dell’alta Valtrompia, che disse di aver visto non solo Ghirardini là dove poi fu ritrovato il suo corpo, ma anche un Suv compatibile per modello a quello di Adelio Bozzoli, padre dei due imputati. L’avvocato dei due fratelli sostiene invece che le celle telefoniche non hanno rintracciato il passaggio dei due da Marcheno a Case di Viso, mentre il cellulare del testimone agganciava celle troppo lontane.

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