La rinuncia ad un milione e 600mila euro in cambio di una convenzione e sconti sul teleriscaldamento per le famiglie del paese: così si è conclusa, durante il Consiglio Comunale di domenica sera, la vicenda che ha visto contrapporsi per un anno e mezzo circa da una parte il Comune di Temù e dall’altra la Sosvav, la società partecipata che si occupa, appunto, del teleriscaldamento in paese.

Una vicenda che era cominciata a fine 2020, quando a minoranza chiese dei chiarimenti sui mancati pagamenti da parte della società dei canoni di concessione e dell’Imu. Il caso aveva messo a rischio la stabilità della giunta, dopo che l’anno scorso cinque consiglieri avevano chiesto a Giuseppe Pasina, sindaco di Temù, di fare un passo indietro nella sua decisione di affrontare la Sosvav, affidando all’Università di Brescia uno studio sull’economicità delle tariffe proposte dalla società: il risultato è stata la consapevolezza che le spese, rispetto ad altre realtà italiane, sono molto basse.

La Sosvav dal canto suo ha proposto di diventare una società in house e una convenzione trentennale con sconti pari a 90mila euro all’anno per tutta la durata dell’accordo. In questo modo, inoltre, la società garantisce tutti i lavori di sistemazione della centralina. Poco prima del voto, la minoranza è uscita dall’aula, accusando la maggioranza di non aver fatto piena chiarezza sulle responsabilità di quanto accaduto e sottolineando il suo mancato coinvolgimento nella vicenda.

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