Non è una buona stagione per le castagne, frutto autunnale per eccellenza: il caldo anomalo, la siccità prolungata e l’assenza di precipitazioni hanno certamente infierito sulla situazione. I siti specializzati e le associazioni di categoria segnalano per il 2026 un calo della produzione del 30 percento rispetto allo scorso anno.
“Oltre ad essere in ritardo, le castagne sono anche di bassa qualità – ha spiegato Enrica Ruggeri, presidente del Consorzio della Castagna di Paspardo – gli altri anni, in questo periodo, avevamo più di 50 quintali di castagne, forniti dagli oltre cento produttori del territorio. Quest’anno le casse sono vuote. Addirittura, le agostane, la prima varietà, non sono pervenute”.
“Le piante non hanno sviluppato i frutti, non portandoli a maturazione completa – ha invece precisato il tecnico agronomo della Comunità Montana del Sebino Bresciano Paolo Bertolazzi – la stagione era partita bene e l’impollinazione e la prima fase di sviluppo del riccio ci sono state. Poi nella fase centrale dell’estate, il calore eccessivo anche di notte, la pianta è andata in protezione e ha concentrato le sue risorse per il suo sostentamento”.
