La vendita dell’auto finisce in truffa: cinque persone a giudizio

La vendita dell’auto finisce in truffa: cinque persone a giudizio

Udienza preliminare, in tribunale a Brescia, per cinque imputati, chiamati a rispondere di varie accuse, tutte originate dalla vendita di una vettura. I fatti sono avvenuti in Vallecamonica nei mesi scorsi: in aula è stato stabilito che i cinque saranno processati con rito abbreviato.

L’acquirente, un concessionario di Capo di Ponte, si è costituito parte civile: i guai sono iniziati subito dopo l’acquisto di una Volkswagen Golf. Chi gliel’aveva venduta ha chiesto di poterla guidare un’ultima volta mentre era riaccompagnato a casa.

Ha portato invece l’acquirente in una zona isolata, ad Esine, intimandolo di scendere, gettare il portafoglio ed il telefono, sotto la minaccia di un coltello. Quindi l’ha costretto a mettersi alla guida dell’auto e ad accompagnarlo a Capo di Ponte; poi l’ha obbligato ad abbandonare l’auto e se n’è impossessato.

Prima di andarsene, però, si è assicurato che la vittima del furto non chiamasse i carabinieri, minacciando di fare del male alla sua famiglia. A tutto questo, nella ricostruzione accusatoria, si aggiungono le minacce per ottenere denaro in cambio della restituzione dell’auto.

In questo caso il reato sarebbe stato compiuto con un’altra persona che si era presentata come un meridionale, socio di chi aveva venduto la Golf. Il nuovo arrivato aveva poi spiegato che tutto andava risolto senza l’intervento dei carabinieri.

Tra gli imputati figurano altre tre persone. C’è chi deve rispondere di aver incolpato falsamente la vittima di truffa e usura. Accuse formalizzate in una denuncia ai carabinieri. Tutto sarà valutato a processo.

Provaglio d’Iseo, cade il cancello della scuola a pochi passi dagli studenti

Provaglio d’Iseo, cade il cancello della scuola a pochi passi dagli studenti

Tragedia sfiorata, lunedì pomeriggio, a Provaglio d’Iseo. La cancellata metallica dell’istituto comprensivo di via Roma è infatti crollata a terra, rischiando di colpire i numerosi bambini ed insegnanti che, in quel momento (erano le ore 14:00), stavano rientrando a scuola per le lezioni pomeridiane.

Immediata la segnalazione agli uffici comunali da parte della Polizia locale, giunta immediatamente sul posto per assicurarsi che non ci fossero feriti. Fortunatamente, nessuno si è fatto male, ma c’è stato tanto spavento per un episodio che sarebbe potuto andare peggio: sembra che il fermo del binario del cancello del cortile dell’istituto fosse in parte rotto.

Durante la sua apertura a scorrimento, quindi, il cancello non si è fermato ma ha proseguito oltre la guida, fino a cadere. Enzo Simonini, sindaco del paese, ha già predisposto un sopralluogo per oggi con l’ingegnere comunale, per mettere la zona in sicurezza.

Questo è il quarto incidente legato agli edifici scolastici nel Bresciano: episodi simili si sono verificati, infatti, a Polaveno, Palazzolo e Desenzano.

[Foto da Bresciaoggi]

Una cinquantina di alberi sradicati dal maltempo di domenica notte

Una cinquantina di alberi sradicati dal maltempo di domenica notte

Il maltempo ed il forte vento che ha colpito la Vallecamonica nella notte tra domenica e lunedì si è fatta sentire anche sugli alberi della Val Palot.

Non siamo ai livelli dei danni provocati dalla tempesta dell’ottobre dell’anno scorso, ma gli effetti si sono fatti sentire: in particolare, in località Passabocche, ai piedi del monte Guglielmo, sono state sradicate una cinquantina di piante.

Inoltre, in località Bàll una pianta è caduta sulla carreggiata, costringendo la chiusura della strada per il tempo necessario alla sua rimozione. Problemi anche a Croce Marino, sulla via di collegamento con la Val Palot.

Danni limitati, ma che hanno ricordato come alcuni tronchi abbattuti un anno fa siano ancora a terra, infestati da parassiti naturali, che peggiorano la situazione.

[Foto da Bresciaoggi]

Furti: non solo nelle abitazioni (come a Lava) ma anche nelle scuole

Furti: non solo nelle abitazioni (come a Lava) ma anche nelle scuole

Ancora furti segnalati alle forze dell’ordine, dalla bassa all’alta Vallecamonica. Non soltanto nelle abitazioni private, ma anche in edifici pubblici, come accaduto nel fine settimana nella scuola primaria di Montecchio di Darfo.

Una lavagna “lim” multimediale e un computer il bottino – tanto magro per i ladri quanto prezioso per chi lo utilizzava ogni giorno – che ignoti sono riusciti a portare via nella notte tra sabato e domenica.
Lunedì mattina l’amara scoperta da parte del personale della scuola, che subito ha denunciato il fatto ai Carabinieri della stazione di Darfo.

Già la scorsa settimana era stata forzata la stessa finestra da cui presumibilmente le stesse persone si sono introdotte l’altra notte, che è posta sul retro dell’edificio e che subito era stata riparata. Probabilmente il primo era stato soltanto un sopralluogo, mentre sabato notte i malviventi hanno deciso di agire e portar via da un’aula il materiale tecnologico.

Un caso di furto in abitazione è avvenuto invece a Lava di Malonno venerdì sera, quando marito e moglie pensionati sono andati a cena dal figlio.

Al rientro hanno trovato una porta sfondata e le stanze a soqquadro. All’appello mancano denaro e gioielli, per un valore complessivo di 5mila euro. Il furto è stato denunciato ai Carabinieri che hanno effettuato un sopralluogo alla ricerca di impronte digitali o altri indizi.

Temporale d’ottobre, ma è il vento a fare danni

Temporale d’ottobre, ma è il vento a fare danni

Anche la Vallecamonica è stata colpita lunedì mattina, per un’oretta, dalle 7:30 alle 8:30 circa, da quello che si può definire a tutti gli effetti un temporale, con tanto di lampi e tuoni e intensi scrosci d’acqua.

Sono state le raffiche di vento, soprattutto in bassa Valle e verso il Sebino e la Franciacorta, a causare i danni maggiori.

I Vigili del fuoco di Boario hanno ricevuto diverse segnalazioni al loro centralino, e sono intervenuti a Montecampione, per alcune piante abbattute dal vento, e a Gratacasolo, dove, sempre le raffiche, hanno danneggiato i pali della linea elettrica.

Le previsioni segnalano un miglioramento del meteo dalle prossime ore, con schiarite e sole nella giornata di martedì.

Usura, ai domiciliari padre e figlia di Capo di Ponte

Usura, ai domiciliari padre e figlia di Capo di Ponte

Al termine di un’articolata indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Brescia dalla Guardia di Finanza i militari della Sezione di Polizia Giudiziaria nei giorni scorsi hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. di Brescia nei confronti di G.Z. e della figlia E.Z., entrambi residenti a Capo di Ponte. Padre e figlia sono ai domiciliari con l’accusa di usura.

L’indagine trae origine dalla denuncia presentata da un piccolo imprenditore agricolo dell’alta Valle che, nel 2013, aveva ricevuto in prestito del denaro gravato da interessi fino al 62% annui, somma garantita dalla sottoscrizione di una dichiarazione di riconoscimento del debito da parte della vittima. Ad ogni mancato rispetto delle scadenze pattuite per la restituzione delle somme, l’imprenditore era costretto a corrispondere ulteriori interessi.

In un caso, nonostante la vittima avesse pagato alcune rate del debito contratto, l’usuraio non ha esitato ad utilizzare in sede civile la dichiarazione di riconoscimento del debito, ottenendo così dal Tribunale di Brescia il pignoramento dei beni del malcapitato imprenditore. La restituzione del denaro non sempre avveniva a mezzo contanti, ma anche tramite il prelievo di animali destinati alla macellazione.

Le indagini tecniche eseguite dai militari della Guardia di Finanza, le perquisizioni presso le abitazioni nonché le registrazioni dei colloqui fra gli indagati e la vittima, hanno fatto emergere un quadro probatorio tale da convincere il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Brescia a emettere l’ordinanza che disponeva gli arresti per entrambi gli indagati. Ed è appunto dal colloquio con la vittima che emergeva a chiare lettere il ruolo della figlia quale tenutaria della contabilità dei prestiti erogati dal padre sulla scorta di “pizzini” da quest’ultimo redatti. Talune volte, era lei stessa a presenziare alla riscossione degli acconti.